Ora che le luci si sono spente sento il bisogno di dire qualcosa sulla vicenda di Eluana. Nei giorni scorsi abbiamo assistito e sentito tanti discorsi, alcuni veramente vergognosi, sulla vita, la Costituzione, il diritto, sulla morte.
E’ strano sentire tanti parlare in difesa della vita e poi concretamente non fa niente per essa.
Salvaguardare la vita vuol dire difendere le donne e i bambini dalle violenze che subiscono per strada, ma soprattutto e sempre più spesso tra le mura di casa.
Salvaguardare la vita vuol dire aiutare i processi di integrazione degli immigrati e non schedarli all’ospedale o abbandonarli e farne facili eserciti per la criminalità organizzata e non o anche schiave e schiavi di “padroni”.
Salvaguardare la vita vuol dire essere a fianco di anziani e diversamente abili quando ogni giorno si trovano ad affrontare la loro vita nella nostra indifferenza.
Salvaguardare la vita vuol dire che tutti devono avere le stesse possibilità di curarsi e non vedere ogni giorno calpestata la propria dignità e i propri diritti.
Salvaguardare la vita vuol dire migliorare le condizioni di lavoro e non scommettere se la sera si riesce a tornare a casa.
E’ di tutte queste cose che la nostra politica dovrebbe discutere e dare risposte urgenti, ma questi sono temi che forse elettoralmente producono poco.
Rispettiamo la vita e la morte, diamo dignità a chi vuole vivere e a chi in certe situazioni preferisce la morte, si colmi il vuoto legislativo che c’è in questa materia cercando di rispettare la coscienza di ciascuno e non fare come spesso in Italia succede, cambiare per non cambiare nulla.
Ho letto il DDL su testamento biologico o meglio Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT).
La Dat "acquista efficacia" dal momento in cui "il paziente in stato neurovegetativo sia incapace di intendere e di volere". Secondo il testo della legge "la valutazione dello stato clinico spetta a un collegio formato da cinque medici (neurologo, neurofisiologo, nauroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia)". Negli articoli 6, 7 e 8 si afferma che la Dat debba essere "redatta in forma scritta da persona maggiorenne, in piena capacità di intendere e di volere, accolta da un notaio a titolo gratuito". La dichiarazione è "sempre revocabile e modificabile, ha validità di tre anni, termine oltre il quale perde ogni efficacia".
Insomma se voglio fare una DAT devo farmi accompagnare dal mio medico da un notaio e se in tre anni non succede niente devo ritornare dal notaio.
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sabato, febbraio 14, 2009
giovedì, aprile 24, 2008
Vorrei un treno
Vorrei un treno per partire
ma nessuna stazione in cui arrivare.
Vorrei chiudere gli occhi e dormire
e non svegliarmi
e continuare il mio sogno. Condividi
ma nessuna stazione in cui arrivare.
Vorrei chiudere gli occhi e dormire
e non svegliarmi
e continuare il mio sogno. Condividi
domenica, settembre 02, 2007
Festeggiamenti in onore di Sant'Egidio Abate
Come ogni anno nei giorni che vanno dal 30 agosto al 1 settembre si sono svolti i festeggiamenti in onore del nostro Patrono.
In verità questi sono i giorni conclusivi poichè l'inizio dei festeggiamenti è fissato al 23 agosto con la Novena.
Negli ultimi tre giorni agli aspetti più religiosi si affiancano quelli civili, con gli spettacoli di musica del 30, la banda che porta la festa in tutte le strade durante i tre giorni e in piazza la sera del 31, i fuochi, le bancarelle, le giostre.
La sera del Primo la musica leggera, quest'anno sul palco Andrea Mingardi e la Rosso Blues Brothers Band, oltre due ore di musica e parole che hanno attraversato diversi generi musicali.
Quello di Andrea Mingardi è stato uno degli spettacoli più belli degli ultimi anni anche grazie agli ottimi musicisti e alle due cantanti/coriste che lo hanno accompagnato.
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mercoledì, agosto 29, 2007
Latronico incontra il Parco
Si è svolta ieri sera in Piazza San Giovanni a Latronico una manifestazione promossa dall'Amministrazione Comunale di Latronico in collaborazione con l'Ente Parco Nazionale del Pollino, "Latronico incontra il Parco".
La serata è stata animata da Carmelo Pizzuti e Carmine Tedesco del servizio promozione e comunicazione dell'Ente che hanno raccontato e presentato suggestive immagini del Parco.
Nel corso della manifestazione è stato possibile degustare alcuni prodotti tipici del Parco come la melanzana rossa di Rotonda, salumi, formaggi, prodotti da forno e vino.
Anche i più piccoli hanno avuto modo di trovare uno spazio tutto loro, è stato infatti organizzato un piccolo gioco.
La serata è stata animata da Carmelo Pizzuti e Carmine Tedesco del servizio promozione e comunicazione dell'Ente che hanno raccontato e presentato suggestive immagini del Parco.
Nel corso della manifestazione è stato possibile degustare alcuni prodotti tipici del Parco come la melanzana rossa di Rotonda, salumi, formaggi, prodotti da forno e vino.
Anche i più piccoli hanno avuto modo di trovare uno spazio tutto loro, è stato infatti organizzato un piccolo gioco.
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martedì, agosto 21, 2007
Rocco Papaleo e i Bubbets a Latronico
Ieri sera nel Parco delle Terme a Latronico si è tenuto uno spettacolo/recital/concerto di Rocco Papaleo accompagnato dai "Bubbets".
Lo spettacolo ha confermato la bravura di Rocco Papaleo che ha divertito ed emozionato il numeroso pubblico presente.
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martedì, agosto 14, 2007
Roberto Veccioni a Viggianello
Martedì sera sono stato al concerto di Vecchioni a Viggianello.
Il cantautore milanese ha regalato al pubblico ho un grande spettacolo, complimenti agli organizzatori.
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Il cantautore milanese ha regalato al pubblico ho un grande spettacolo, complimenti agli organizzatori.
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Sagra del miele a Latronico
Lunedì sera a Piazza San Giovanni Sagra del Miele latronichese con varie degustazioni, ottima quella col pecorino di Moliterno.
La serata era allietata dal gruppo di musica popolare di Terranova del Pollino "SUONI".
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La serata era allietata dal gruppo di musica popolare di Terranova del Pollino "SUONI".
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giovedì, agosto 09, 2007
Inaugurazione di Piazza San Sangiovanni a Latronico
L'altra sera il 6 agosto è stata inaugurata Piazza San Giovanni.
La piazza c'è sempre stata, le è stato rifatto il "look", si è ridato vita ad un angolo del centro storico che spero possa diventare un luogo di aggregazione e scambio di idee.
Interessante la serata musicale con l'Orchesta G. Verdi di Bella.
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mercoledì, marzo 28, 2007
Lettera a Paolo Gallori
Era da un pò di tempo che avrei dovuto scriverti, da quando ho conosciuto un ragazzo di Praia a Mare e come spesso capita, quando si incontrano due persone di paesi quasi vicini, si comincia cercare di individuare le persone che si conoscono del paese dell'altro.
Delle persone che conosco di Praia non potevo che citare te, credo che sono passati più di dieci anni dall'ultima volta che ci siamo visti (una sera a cena a Latronico a casa di Giuseppe Santochirico), però devo dire che spesso mi è capitato di pensare a te, qualche volta ho chiesto a Giuseppe, delle persone conosciute all'università sei l'unico di cui ho un ottimo ricordo e del quale ancora ricordo nome e cognome (anche di qualche ragazza di cui conservo per altri motivi ottimi ricordi non saprei dirti di alcune il cognome o il posto da dove venivano).
Avevo saputo che lavoravi per Kataweb ma non sapevo di cosa di preciso ti occupavi, poi qualche mese fa parlando di te con Angelo (il ragazzo di cui sopra) mi ha detto che ti occupavi di musica.
Tornato a casa la prima cosa che ho fatto è stata quella di cercarti attraverso Internet e così ho avuto modo di leggerti e di rivederti in qualche videointervista.
Da quel momento ho pensato di scriverti una lettera sul mio blog , poi portruppo per vari motivi non riuscivo mai a scriverti, oggi ritagliando un pò di spazio ho deciso che avrei dovuto farlo.
E così sono andato a rivedere la videointervista a Vinicio Capossela a leggere qualche tuo articolo e devo farti i miei complimenti e dirti che sono immensamente felice di sapere che hai raggiunto un buon successo.
Spero che avremo modo di incontrarci per scambiare due chiacchiere per raccontarci qualcos'altro di noi.
Con affetto.
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mercoledì, febbraio 07, 2007
Cartolina di ritorno da Cracovia, appunti di viaggio
All'aeroporto Santa Eufemia di Lamezia Termine al rientro da Torino con volo Alitalia, il mio bagaglio si è perso, questo ha comportato uno slittamento nei tempi, poichè la lettera avrebbe potuto avere un inizio diverso a seconda se il bagaglio sarebbe stato ritrovato o meno.
Fortunatamente il bagaglio è stato trovato e consegnato in perfetto stato e con tutti gli oggetti personali.
Ora posso iniziare a scrivere i miei appunti sul viaggio a Cracovia.
Sono partito da Latronico verso le 6,45 per raggiungere Tortora dove mi aspettava un collega, insieme abbiamo raggiunto Lamezia Terme dove, dopo quasi due ore di ritardo, abbiamo preso l'aereo che ci ha portato a Torino, da dove poi in serata siamo partiti alla volta di Cracovia.
Siamo giunti all'aeroporto e con un taxi ci siamo diretti all'hotel dove avevamo prenotato e dove si svolgeva il meeting di Microtik.
Molto interessante il meeting che ci ha fatto meglio capire il Wi-FI, servizio che a breve attiveremo nella nostra area per raggiungere alcuni comuni scoperti dalla banda larga, e tutto quanto gira intorno a questo mondo.
Al meeting erano presenti molti giovani, soprattutto dell'est europeo, che ci ha portato a fare alcune considerazioni su quanto giovane è quella società e con quanta fiducia e entusiasmo si approcciano alle nuove tecnologie.
Sono state presentate anche interessanti esperienze di paesi come la Danimarca o gli Stati Uniti che hanno una copertura notevole del proprio territorio per quanto riguarda la banda larga.
Sicuramente questo viaggio ha contribuito ad aumentare le mie conoscenze, sia da un punto di vista tecnico e professionale che umano.
Nei due giorni di permanenza a Cracovia, nonostante la neve e i -10 gradi, ho avuto modo di visitare un pò la città, il quartiere ebreo, la piazzia medievale, il mercato, e devo dire di aver avuto modo di conoscere ed apprezzarla, mi è sembrata una città viva, ospitale, con una buona cucina.
lunedì, gennaio 29, 2007
Lettera alla famiglia Gaddozza
Carissimi, ho appena finito di vedere il vostro film in dvd che per vari motivi non ero riuscito a vedere al cinema.
Ero molto interessato a vedere il film non solo per la stima e l'affetto che mi lega ad alcuni interpreti ma anche per trascorrere un pò di tempo in modo diverso dal solito, purtroppo nei diversi giorni di programmazione alcuni impegni mi avevano impedito la visione con mio grande dispiacere, per fortuna avete pensato di far uscire un dvd che mi ha dato la possibilità di vedere quanto da voi realizzato.
Devo complimentarmi con voi, ho apprezzato molto il film, non sono in grado di giudicarlo da un punto di vista di critica cinematografica, ma la cosa che mi ha maggiormente colpito è stata la vostra grande capacità di mettere insieme e coinvolgere nel vostro progetto tanti giovani e meno giovani di Latronico.
In un paese come il nostro che vive problemi legati allo spopolamento, all'indifferenza, un progetto come il vostro merita il plauso perchè ha sicuramente rappresentato un momento di aggregazione per voi che l'avete ideato, scritto, interpretato, fatto la regia, il montaggio, ma anche per tutti quelli che per curiosità, per piacere, per invidia, hanno deciso di vederlo.
Sicuramente ad ognuno avrà suscitato emozioni diverse, ma ceratamente per tutti è stata l'occasione di vivere un'emozione, spero che avrete voglia e il piacere di farcene vivere delle altre. Condividi
Ero molto interessato a vedere il film non solo per la stima e l'affetto che mi lega ad alcuni interpreti ma anche per trascorrere un pò di tempo in modo diverso dal solito, purtroppo nei diversi giorni di programmazione alcuni impegni mi avevano impedito la visione con mio grande dispiacere, per fortuna avete pensato di far uscire un dvd che mi ha dato la possibilità di vedere quanto da voi realizzato.
Devo complimentarmi con voi, ho apprezzato molto il film, non sono in grado di giudicarlo da un punto di vista di critica cinematografica, ma la cosa che mi ha maggiormente colpito è stata la vostra grande capacità di mettere insieme e coinvolgere nel vostro progetto tanti giovani e meno giovani di Latronico.
In un paese come il nostro che vive problemi legati allo spopolamento, all'indifferenza, un progetto come il vostro merita il plauso perchè ha sicuramente rappresentato un momento di aggregazione per voi che l'avete ideato, scritto, interpretato, fatto la regia, il montaggio, ma anche per tutti quelli che per curiosità, per piacere, per invidia, hanno deciso di vederlo.
Sicuramente ad ognuno avrà suscitato emozioni diverse, ma ceratamente per tutti è stata l'occasione di vivere un'emozione, spero che avrete voglia e il piacere di farcene vivere delle altre. Condividi
venerdì, gennaio 12, 2007
Lettera ad un'amica, ovvero considerazioni sulla morte
Carissima, ho saputo del dolore che in questi giorni ha colpito la tua famiglia. E' sempre diffcile in questi momenti trovare le parole giuste, in queste occasioni o ogni volta che mi viene di pensare alla morte la mia mente va a pescare frammenti di poesie, di canzoni o altro.
Ad esempio ripenso alla lettera di Epicuro a Meneceo sulla felicità "Prima di tutto abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l'inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell'immortalità. Quando noi viviamo, la morte non c'è, quando c'è lei, non ci siamo noi. Il vero saggio, come non disdegna vivere, così non teme di non vivere più. Come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene ed il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte".
A volte rileggo Verrà la morte di Cesare Pavese "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo. I tuoi occhi saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio. Cosí li vedi ogni mattina quando su te sola ti pieghi nello specchio. O cara speranza, quel giorno sapremo anche noi che sei la vita e sei il nulla. Per tutti la morte ha uno sguardo. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Sarà come smettere un vizio, come vedere nello specchio riemergere un viso morto, come ascoltare un labbro chiuso. Scenderemo nel gorgo muti.", oppure leggo il testo della canzone di Fabrizio De Andrè La morte "La morte verrà all'improvviso avrà le tue labbra e i tuoi occhi ti coprirà di un velo bianco addormentandosi al tuo fianco nell'ozio, nel sonno, in battaglia verrà senza darti avvisaglia la morte va a colpo sicuro non suona il corno né il tamburo. Madonna che in limpida fonte ristori le membra stupende la morte no ti vedrà in faccia avrà il tuo seno e le tue braccia. Prelati, notabili e conti sull'uscio piangeste ben forte chi ben condusse sua vita male sopporterà sua morte. Straccioni che senza vergogna portaste il cilicio o la gogna partirvene non fu fatica perché la morte vi fu amica. Guerrieri che in punto di lancia dal suol d'Oriente alla Francia di strage menaste gran vanto e fra i nemici il lutto e il pianto davanti all'estrema nemica non serve coraggio o fatica non serve colpirla nel cuore perché la morte mai non muore."
Quando penso alla morte passo da stati di angoscia e paura a stati di indifferenza e piacere, in verità non c'è niente di più giusto della morte, "Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!! T''o vvuo' mettere 'ncapo... 'int'a cervella che staje malato ancora e' fantasia?...' A morte 'o ssaje ched''e?... è una livella. 'Nu rre,' nu maggistrato,' nu grand'ommo, trasenno stu canciello ha fatt'o punto c'ha perzo tutto,' a vita e pure 'o nomme: tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto? (da 'A livella di Totò)
Senza la morte la vita non avrebbe senso, se non ci accompagnasse il pensiero e la certezza della morte tutto si svuoterebbe di significato, ci viene dato un tempo nel quale lasciare anche una sola piccola traccia, moriamo veramente solo quando muore il ricordo di noi.
Ti lascio con i versi di una mia poesia Quando la nera donna
Quando la nera donna
un velo bianco stenderà sul mio volto
e mi addormenterò per un lungo sonno
il mio corpo tra altri mille sarà sepolto.
Non voglio il pianto della gente
non voglio sulla mia tomba alcun fiore
il mio nome resterà nella loro mente
come nel loro cuore resterà il mio amore.
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e mi addormenterò per un lungo sonno
il mio corpo tra altri mille sarà sepolto.
Non voglio il pianto della gente
non voglio sulla mia tomba alcun fiore
il mio nome resterà nella loro mente
come nel loro cuore resterà il mio amore.
martedì, gennaio 02, 2007
Lettera all'anno vecchio e a quello nuovo.
O giorni, o mesi, che andate sempre via; sempre simile a voi è questa vita mia; diverso tutti gli anni e tutti gli anni uguale, la mano di tarocchi che non sai mai giocare. (Canzone dei dodici mesi - Francesco Guccini)
Carissimi, sono stato indeciso fino ad oggi non sapevo se scrivere prima che l'anno appena trascorso finisse o dopo, poi ho deciso per dopo, senza però un motivo preciso.
Come ogni anno quando un anno si congeda e l'altro arriva si fanno bilanci e buoni propositi.
Non voglio fare un bilancio dell'anno appena trascorso perchè, come spesso accade, si finisce per ricordare soprattutto le cose meno belle, preferisco ringraziarti per esserci stato ho così potuto fare nuove esperienze da cui trarre consigli e suggerimenti per il futuro.
Spero che ti starai godendo un pò di meritato riposo, scusa se ogno tanto ti richiamerò per pescare avvenimenti trascorsi, ma i ricordi spesso aiutano.
Non ho per te che sei appena arrivato buoni propositi da fare, prenderò quello che verrà cercando di tanto in tanto (o magari spesso) di aggiungere qualcosa di mio.
Da un pò di tempo correte e trascorrete molto più in fretta, "avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi poi ti volti a guardarli e non li trovi più (Bufalo Bill - Francesco De Gregori), e starvi dietro è sempre più difficile.
Ricordo quando avevo 15/16 anni che eravate più lenti, per passare un anno ci voleva un'eternità e ora che la maturità ci fa vivere meglio ogni istante ve ne andate in fretta, l'unico modo per starvi dietro è forse quello di non pensare a quello che verrà, non è un invito al vivere alla giornata, ma prendere tutto quello che mi sarà dato e viverlo con intensità.
Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
di dederint, Leuconoe, nec Babylonios temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati, seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevispem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invidaaetas: carpe diem, quam minimum credula postero.
(Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a tequale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri, o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà: se molti inverni Giove ancor ti conceda o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino – breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo e fugge il tempo geloso: cogli l'attimo, non pensare a domani.)
Dai Carmina di Orazio Condividi
Carissimi, sono stato indeciso fino ad oggi non sapevo se scrivere prima che l'anno appena trascorso finisse o dopo, poi ho deciso per dopo, senza però un motivo preciso.
Come ogni anno quando un anno si congeda e l'altro arriva si fanno bilanci e buoni propositi.
Non voglio fare un bilancio dell'anno appena trascorso perchè, come spesso accade, si finisce per ricordare soprattutto le cose meno belle, preferisco ringraziarti per esserci stato ho così potuto fare nuove esperienze da cui trarre consigli e suggerimenti per il futuro.
Spero che ti starai godendo un pò di meritato riposo, scusa se ogno tanto ti richiamerò per pescare avvenimenti trascorsi, ma i ricordi spesso aiutano.
Non ho per te che sei appena arrivato buoni propositi da fare, prenderò quello che verrà cercando di tanto in tanto (o magari spesso) di aggiungere qualcosa di mio.
Da un pò di tempo correte e trascorrete molto più in fretta, "avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi poi ti volti a guardarli e non li trovi più (Bufalo Bill - Francesco De Gregori), e starvi dietro è sempre più difficile.
Ricordo quando avevo 15/16 anni che eravate più lenti, per passare un anno ci voleva un'eternità e ora che la maturità ci fa vivere meglio ogni istante ve ne andate in fretta, l'unico modo per starvi dietro è forse quello di non pensare a quello che verrà, non è un invito al vivere alla giornata, ma prendere tutto quello che mi sarà dato e viverlo con intensità.
Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
di dederint, Leuconoe, nec Babylonios temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati, seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevispem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invidaaetas: carpe diem, quam minimum credula postero.
(Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a tequale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri, o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà: se molti inverni Giove ancor ti conceda o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino – breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo e fugge il tempo geloso: cogli l'attimo, non pensare a domani.)
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lunedì, dicembre 18, 2006
Letterina di Natale
Caro Gesù Bambino, anche quest'anno il Natale è arrivato, quest'anno però alla gioia per la tua nascita, segno di speranza per la nostra salvezza, si contrappone il dolore per la scomparsa di mio suocero.
Con questa mia lettera voglio cogliere l'occasione per ringraziarti di avermi dato la possibilità di incontrarlo sulla mia strada e ciò mi ha permesso di apprezzarne le qualità.
Mi fa piacere ricordarlo soprattutto per la generosità con la quale, insieme al resto della famiglia, mi ha accolto nella sua casa e per le tante attenzioni che in questi anni ha avuto nei miei riguardi, allo stesso tempo non posso che ricordarlo come nonno premuroso e felice quando poteva trascorrere un pò di tempo con i nipoti.
Le sue qualità non erano solo riservate alla famiglia ma anche ad amici, conoscenti ed estranei.
Come ricordato anche dal sacerdote durante l'omelia in occasione dei funerali, il suo lavoro è stato un servizio e, come traspariva dai racconti che mi ha fatto nei momenti che ci siamo trovati da soli, non si limitava al trasporto delle persone da un luogo ad un altro, ma svolgeva anche compiti di assistenza ed accompagnamento.
Il vuoto per la perdita di un affetto può essere colmato solo con il ricordo dell'amore che quella persona ci ha donato e dalla certezza che è stata parte della nostra vita.
Ora che l'hai accolto nella tua casa, pregate e vegliate su noi tutti.
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sabato, dicembre 09, 2006
Lettera a Piergiorgio Welby
Preg.mo sig. Welby, ho pensato di scriverle per esprimerle la mia personale solidarietà.
Devo premettere che se dovessi trovarmi nella sua situazione credo che non chiederei di morire, ritengo però giusto che il suo grido è da comprendere e dovrebbe essere ascoltato.
In questi giorni ho letto tante cose, ho letto appelli, ho letto che altri che vivono la sua stessa situazione sono invece aggrappati alla vita.
Proprio questo mi fa pensare come certe situazioni sono fortemente personali e non può essere una legge a dire cosa fare o non fare.
Il dolore, la sofferenza appartengono ad ognuno di noi ed ognuno li vive in modo differente, c'è chi li accetta come castigo divino o come prova divina, chi li accetta come l'altra faccia del piacere, ma c'è chi non riesce a sopportarli.
Quante volte difronte a nostri cari ammalati abbiamo pregato il Signore di prenderlo a sè pur di evitargli le sofferenze, certo ci rimettiamo nelle mani di Dio, ma comunque è la morte che invochiamo.
Quante famiglie e vite si consumano e si distruggono nella cura dei propri familiari perchè molto spesso lasciate sole.
Siamo così bravi a parlare di difesa della vita a farci paladini della vita come bene sacro da difendere ad ogni costo e poi non riusciamo a fare qualcosa per restare accanto a chi soffre, a stimolare la ricerca che forse potrebbe aiutare a vivere meglio certe situazioni.
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mercoledì, dicembre 06, 2006
Lettera ad una farfalla, ovvero considerazioni sulla felicità
LA FARFALLA
Sono stanco di correre
dietro ad una farfalla
mi fermerò
sulla riva di quel fiume
ad aspettarla.
Una mia poesia dell'84 già postata nel blog
Quando si è giovani si vivono alcune esperienze che poi col passare degli anni si rivelano utili per capire o, almeno si spera, facciano riflettere.
Rincorrere farfalle è stata una cosa che da bambini in molti hanno fatto, io compreso, ma sinceramente se dovessi contare quelle che ho raggiunto mi basterebbero le dita di una mano.
Questo mi ha fatto riflettere, spesso più ci affanniamo a rincorre qualcosa e in particolare la felicità, più non la raggiungiamo, o quando crediamo di averla raggiunta ciò che pensavamo dovesse renderci felici non ci soddisfa più e ci rimettiamo alla ricerca di altro, un continuo rincorrere di eventi, persone e cose.
L’uomo per sua natura è un insoddisfatto, non voglio fare un’esortazione a restare in attesa che ci piova tutto in testa come per magia, non possiamo vivere “En attendant Godot” (Samuel Beckett 1952), perchè altrimenti la vita si svuoterebbe di significato, finiremmo per farci passare addosso passivamente gli eventi.
La felicità non può che essere uno stato che si manifesta nel presente perciò non possiamo trovarla nel futuro e va ricercata partendo da quello che abbiamo, "se morissi in questo istante non ne soffrirei, perchè tu sei qui presente" (Raffaele Tedesco - Sei come sei di Tedesco-Anastasi cd La Strada).
Quando dico che bisogna partire dal presente e dalle cose che abbiamo penso all’amore, dare e ricevere amore iniziando dalle persone che più ci stanno vicine, agli amici, alle persone che incontriamo nel percorso della vita.
L’amicizia è un altro importante fattore, questo vuol dire non solo circondarsi da amici per sentirsi protetti, ma anche ricercare la pace, la solidarietà, l’eliminazione delle barriere e delle ingiustizie, il superamento delle differenze che limitano il dialogo con gli altri.
Altro fattore importante del presente è la libertà, innanzitutto liberi da condizionamenti interni ed esterni che limitano il nostro agire, liberi da pregiudizi.
Sono stanco di correre
dietro ad una farfalla
mi fermerò
sulla riva di quel fiume
ad aspettarla.
Una mia poesia dell'84 già postata nel blog
Quando si è giovani si vivono alcune esperienze che poi col passare degli anni si rivelano utili per capire o, almeno si spera, facciano riflettere.
Rincorrere farfalle è stata una cosa che da bambini in molti hanno fatto, io compreso, ma sinceramente se dovessi contare quelle che ho raggiunto mi basterebbero le dita di una mano.
Questo mi ha fatto riflettere, spesso più ci affanniamo a rincorre qualcosa e in particolare la felicità, più non la raggiungiamo, o quando crediamo di averla raggiunta ciò che pensavamo dovesse renderci felici non ci soddisfa più e ci rimettiamo alla ricerca di altro, un continuo rincorrere di eventi, persone e cose.
L’uomo per sua natura è un insoddisfatto, non voglio fare un’esortazione a restare in attesa che ci piova tutto in testa come per magia, non possiamo vivere “En attendant Godot” (Samuel Beckett 1952), perchè altrimenti la vita si svuoterebbe di significato, finiremmo per farci passare addosso passivamente gli eventi.
La felicità non può che essere uno stato che si manifesta nel presente perciò non possiamo trovarla nel futuro e va ricercata partendo da quello che abbiamo, "se morissi in questo istante non ne soffrirei, perchè tu sei qui presente" (Raffaele Tedesco - Sei come sei di Tedesco-Anastasi cd La Strada).
Purtroppo spesso ritieniamo che la felicità è l'abbondanza, i beni di lusso, il successo, il potere, la gloria, ma poichè non tutti riescono ad ottenerli, ciò potrebbe portarci all'infelicità.
Ci sono delle condizioni o bisogni minimi che se nel presente non riusciamo a soddisfare probabilmente o difficilmente riusciamo ad appagare il nostro senso di felicità; nutrirsi, riscaldarsi, la salute, questo però è qualcosa che nella nostra società dovrebbe (purtroppo non lo è) essere superato.Quando dico che bisogna partire dal presente e dalle cose che abbiamo penso all’amore, dare e ricevere amore iniziando dalle persone che più ci stanno vicine, agli amici, alle persone che incontriamo nel percorso della vita.
L’amicizia è un altro importante fattore, questo vuol dire non solo circondarsi da amici per sentirsi protetti, ma anche ricercare la pace, la solidarietà, l’eliminazione delle barriere e delle ingiustizie, il superamento delle differenze che limitano il dialogo con gli altri.
Altro fattore importante del presente è la libertà, innanzitutto liberi da condizionamenti interni ed esterni che limitano il nostro agire, liberi da pregiudizi.
Se riusciamo a valorizzare ed apprezzare anche solo parte di questi fattori, che ritengo fondamentali, possiamo sicuramente avere un punto di partenza per soddisfare il nostro desiderio di felicità.
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sabato, dicembre 02, 2006
Mondi paralleli
Quando lui se ne andò
lei avrebbe voluto
dirgli qualcosa
ma le parole non uscirono
restarono nel suo cuore.
Lei vive felice la sua vita
ma non passa un istante
che non ripensa a quelle parole
non pronunciate,
quanti dialoghi da sola
a costruirsi possibili vite.
Forse proprio quei mondi paralleli
le danno quel sorriso
e riempiono di magia i suoi occhi. Condividi
lei avrebbe voluto
dirgli qualcosa
ma le parole non uscirono
restarono nel suo cuore.
Lei vive felice la sua vita
ma non passa un istante
che non ripensa a quelle parole
non pronunciate,
quanti dialoghi da sola
a costruirsi possibili vite.
Forse proprio quei mondi paralleli
le danno quel sorriso
e riempiono di magia i suoi occhi. Condividi
venerdì, dicembre 01, 2006
Lettera a un poeta, ovvero riflessioni sulla poesia
In questi giorni stavo pensando ad alcune cose che ci siamo detti in riferimento alle nostre poesie ed ho pensato di scriverti per cercare di spiegarti meglio il mio punto di vista.
Cos'è la poesia? Chi è il poeta?
Rispondere a queste domande non è facile, o forse ognuno ha la sua risposta.
Per me la poesia è ogni gesto che l'uomo compie con amore nel rispetto degli altri, è un viso che arrossisce per esprimere un'emozione o per nasconderla non potendola esprimere, la vita stessa è poesia.
Il poeta è chi ferma un gesto, un'emozione o un attimo.
"I poeti son poeti perchè scrivono poesie, fanno a gara nei concorsi dove vincono bugie", da I Poeti di Pierangelo Bertoli.
Non vorrei mai scrivere per vincere un premio (anche se mi è capitato ai tempi del liceo di partecipare ad un concorso giungendo terzo) o solo per essere letto, scrivo miei momenti che fermo per ricordarli o usarli in certi altri momenti, non scrivo per dare agli altri le mie verità, ma se qualcuno mi legge mi fa piacere che possa usare quello che scrivo per pensare e far venir fuori proprie sensazioni.
Qualcuno dirà che questa non è poesia, forse è un diario o un racconto per dire la propria opinione, non so quali siano le vere differenze, io continuo per la mia strada.
Scrivere è anche sognare, immergersi in altri mondi, vivere un'altra vita, la poesia ti libera dal quotidiano, ti permette di esprimere sentimenti.
Credo che quando non sarò più capace di scrivere quello sarà il momento della mia morte perchè vorrà dire che non sono più capace di amare, di esprimere sentimenti, di provare emozioni.
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giovedì, novembre 30, 2006
Vorrei
Vorrei solo per un attimo
fermare il tempo
per sfiorare quella rosa.
Vorrei solo per un attimo
fermare il tempo
ma a cosa servirebbe
resterò qui fermo
per non sciuparla. Condividi
fermare il tempo
per sfiorare quella rosa.
Vorrei solo per un attimo
fermare il tempo
ma a cosa servirebbe
resterò qui fermo
per non sciuparla. Condividi
martedì, novembre 28, 2006
Lettera aperta ad un caro amico.
Pensavo non ti avrei mai scritto, dopo tanti anni ormai credevo che certe cose non sarebbero più ritornate, invece mi sono accorto che è sempre magico riscoprire o forse solo riportare fuori certe emozioni.
Lo so gli anni che passano e le cose delle vita ti fanno dimenticare o forse solo riporre qualche sogno, e poi senza nemmeno accorgertene succede qualcosa e uno ad uno vengono fuori.
I sogni che ti accompagnano come amici sinceri nei momenti di solitudine, che ti danno la forza quando tutto diventa buio.E' solo quando smetti di sognare che il buio si impadronisce del tuo corpo e soprattutto della tua mente.Lo so che i tuoi sogni sono anche i miei, che i miei viaggi di fantasia sono i tuoi, quante volte insieme abbiamo volato, quanti mari navigato, quanti volti sforiato, quante mani stretto, quanti sguardi incrociato, quante lacrime asciugato e sorrisi regalato.
Adesso ti starai chiedendo come mai oggi ho sentito il bisogno di scriverti per raccontarti cose che già conosci, forse un vero motivo non c'è o forse questo è solo un modo per ringraziarti, ora starai anche ridendo di questo a te che il buonumore non è mai mancato e non hai smesso di ridere di tutte le mie stranezze.Sento davvero la necessità di dirti grazie di avermi sopportato ed
essere stato accanto a me in tutti gli istanti in cui maggiormente avevo bisogno di qualcuno che trovasse la parola giusta.
essere stato accanto a me in tutti gli istanti in cui maggiormente avevo bisogno di qualcuno che trovasse la parola giusta.
Spero che ancora saprai, soprattutto ora che il peso degli anni si fa sentire e la voglia di nuove scoperte viene meno, regalarmi attimi e sorrisi indimenticabili.Vorrei ancora con te conoscere nuove terre e giocare con la fantasia, non vorrei smettere ma questo sarà possibile se tu avrai la voglia di ricominciare ogni giorno con lo stesso entusiasmo.
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